Bio

  “Chi sono?” Domanda seria e impegnativa. “Chi sono” me lo chiedo anche io, non tanto spesso però, e soprattutto nei momenti di crisi. Per il resto del tempo lascio scorrere la vita e permetto al “chi sono” di manifestarsi, in maniera più o meno maldestra cercando di giudicarlo il meno possibile.

Cominciamo da ciò che è più facile: mi chiamo Glenda, classe 1978 e sono una donna (al momento non ho crisi d’identità di genere), talvolta si confondono e mi chiamano “signora”; e io, ovviamente, non rispondo a tali insensate provocazioni. Alla soglia dei 40 anni ho scoperto che fra uomini e donne ci sono molte differenze (escludendo quelle più visibili). Appena superati i 40 ho preso atto che in amore sono stata fortunata (in passato) ma è un bel pezzo che non lo sono più. Aspetto dunque trepidante che la ruota giri di nuovo.

Vorrei essere “pura” e “santa” per onorare l’etimologia del mio nome di origine gallese “glan” e “da” (da non confondere assolutamente con “glan-de” come a volte fa l’impertinente e imbarazzante correttore automatico), ma fortunatamente sono solo umana. Piacevolmente umana! Sono di carne ed ossa vegane, con delle piccole umane eccezioni.  

In ordine più o meno cronologico sono stata: neonata capellona, ginnasta, prima della classe (senza essere secchiona), adolescente paffutella (senza brufoli e sempre a dieta), aiuto parrucchiera (schiavizzata da mia madre – parrucchiera – tutti i sabati pomeriggio dall’età di 11 anni), pariolina* (però non ho mai avuto il Barbour* perché costava troppo e puzzava di grasso di foca), scrittrice di diari segreti (solo le prime pagine poi mollavo), frikkettona, punk (tanti piercing, capelli colorati, ma nessun tatuaggio), straight edge, “nazi-vegan” (tutti i carnivori dovevano essere sterminati), ecologista (pensavo che l’unica soluzione per salvare il mondo fosse andare a vivere in eco-villaggi, ma non ero pronta), autostoppista (non mi sono mai trovata in pericolo, che fortuna!), squatter, crudista, igienista* (mi sentivo in colpa ogni volta che non mettevo in pratica le combinazioni alimentari promosse dal Dr. H. Shelton), circense (un anno a Madrid e tre a Bruxelles), viaggiatrice (senza meta e senza soldi), danzatrice (con i tendini d’Achille corti ma tanta immaginazione), coreografa, improvvisatrice (quanto mi divertivo a creare pezzi di danza improvvisata in solo e in gruppo… non ho mai capito come mai abbia smesso), insegnante di danza, insegnante di Pilates (questo lo sono ancora), osteopata (anche questo lo sono ancora)…
Mi sento nuova e allo stesso tempo quella di sempre.

Poi ci sono state, e ci sono, la montagna con i trekking, le vie ferrate e l’arrampicata; la canoa, la bicicletta, la fotografia e la scrittura.
Credo di essere una persona abbastanza comprensiva (e compassionevole, giustifico sempre più o meno tutti/e) ma non capisco chi si annoia, le mie passioni mi mandano spesso su di giri.

I viaggi in bici, ecco cosa m’inebria al momento. Non solo macinare chilometri ma conoscere ciò che non mi somiglia e che nel mio immaginario fa anche un po’ paura. Mi piace viaggiare senza sapere dove dormirò. Sono allergica ai viaggi organizzati, adoro viaggiare sola ma non disdegno la buona compagnia. Vorrei arrivare a percepire i miei limiti, non credo di averli ancora mai sfiorati. Sembra un luogo spaventoso quello dei limiti. Territorio di confine fra il noto e l’ignoto. Siamo esseri incredibili ma non ce ne rendiamo conto. Vorrei che le mie pellegrinazioni su due ruote mi accompagnino in questo processo di crescita e conoscenza di me stessa e del mondo che mi circonda.

Contatti:
glendagiacco@gmail.com
Fb:
Instagram @glendagiacco

Create a website or blog at WordPress.com

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: